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Consulenza Psicologica per Minori e Adolescenti

“Le favole non dicono ai bambini che i draghi esistono. Perché i bambini lo sanno già. Le favole dicono ai bambini che i draghi possono essere sconfitti” (G. K. Chesterton)

Il lavoro psicologico con i bambini e adolescenti prende avvio maggiormente dalle richieste provenienti dai genitori o dalle persone che si occupano quotidianamente dei minori, preoccupati per alcuni loro comportamenti o per la difficoltà a comprendere alcuni sintomi che manifestano.

La valutazione iniziale è fondamentale per inquadrare clinicamente il problema portato per cui sarà importante analizzare la situazione psicologica e relazionale non solo del bambino, ma anche dei genitori, che rappresentano uno strumento di lavoro fondamentale. Vengono quindi previsti incontri iniziali alla presenza di entrambi i genitori insieme al bambino. A questa segue una seconda fase di incontri solo con il piccolo. In chiusura sarà previsto un ulteriore colloquio congiunto con genitori e figlio, per esplicitare le tematiche psicologiche prevalenti del bambino in relazione ai sintomi espressi e al significato che essi assumono all’interno delle relazioni familiari.

consulenza-psicologica-minori-adolescenti-Cagliari e lecco

Gli strumenti utilizzati saranno il gioco, il disegno, il colloquio, all’interno della relazione con lo psicologo, che non solo è osservatore, ma sin dall’inizio interagisce attivamente con tutti i soggetti coinvolti. In particolare per i bambini giocare, disegnare, costruire e “fare finta”, così come parlare, sono dei modi importanti di condividere sentimenti, emozioni e di provare a risolvere i problemi.

Attraverso il gioco terapeutico i bambini rivivono determinate esperienze traumatiche e questo gli permette, in maniera graduale, di avere un maggior controllo su di esse. In questo modo è possibile svolgere un lavoro congiunto con genitori e bambini che serva per rielaborare determinati vissuti e facilitare la relazione tra loro, utilizzando non solo elementi attinenti alla sfera emotiva e affettiva, ma anche vignette di vita concreta, che vengono sperimentate e rivedute all’interno della stanza alla presenza dello psicologo.

Se è, invece, l’adolescente a chiedere una consulenza psicologica, tra i temi di sofferenza ci possono essere:

  • crisi rispetto alla propria identità e al proprio progetto di vita;
  • stati di isolamento;
  • traumi;
  • disagio nelle relazioni con i coetanei e sofferenze in campo amoroso;
  • disagio rispetto al proprio corpo;
  • dubbi sulla propria identità sessuale;
  • tensioni con i genitori;
  • problemi a scuola;
  • angosce, paure e ossessioni;
  • pensieri e gesti autodistruttivi;
  • somatizzazioni;
  • rabbia.

Anche in questi casi, sarà necessario procedere ad un primo incontro con i genitori dell’adolescente, al fine di conoscere meglio le dinamiche familiari all’interno delle quali si sono sviluppati i segni di sofferenza del minore. Lo psicologo, attraverso un percorso di sostegno, aiuterà l’adolescente a mettere in parola e fare uscire emozioni, pensieri, sogni e desideri che sono spesso vissuti come segreti o inaccettabili. Emergeranno così aspetti della personalità fino ad allora difficili da accettare: vederli insieme a un adulto gli consentirà di assumersi la responsabilità di chi è, entrando nell’area adulta della propria identità e diventando protagonista di se stesso.