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Stress: quando chiedere aiuto a uno psicologo?

“Tu non parli mai con il tuo corpo, non lo degni mai della tua attenzione, lo abbandoni sempre a sé stesso, ai suoi processi automatici. Non devi stupirti poi se un giorno o l’altro il tuo corpo si ammala. Si è logorato nei suoi automatismi tensivi, nel suo stress solitario. Parla con il tuo corpo e digli di rilassarsi, perché non c’è niente che lo minaccia, è al sicuro nelle tue mani, tu lo assisti e lo proteggi. Vedrai che alla fine il tuo corpo imparerà a rilassarsi” (Giulio Cesare Giacobbe)

Una delle richieste che spesso arrivano allo psicologo è quella di un supporto concreto ed efficace per affrontare un periodo problematico o difficile della propria esistenza, che a volte può tradursi nella sensazione di essere “sotto stress”. Alcune persone potrebbero riportare di sentirsi “stressate” a causa di una serie di eventi e circostanze esterne a cui sentono di non riuscire a far fronte in modo adeguato.

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Ma non sempre le condizioni che possono rientrare nell’ambito dello stress sono così chiaramente definibili e, spesso, le persone non hanno piena consapevolezza dello stato nel quale si trovano. Per tali motivi, a volte, ingenuamente, continuano a reiterare comportamenti disfunzionali, che alimentano il senso di affaticamento e di essere “sotto pressione”.

Il termine “stress” è ormai entrato a far parte del nostro linguaggio comune, ma questa parola viene talvolta utilizzata in maniera vaga e imprecisa. Molte persone usano, infatti, questo vocabolo come sinonimo di malessere psicologico o di ansia. Molto banalmente, lo stress è una reazione ad una situazione logorante in cui le richieste dell’ambiente e della vita moderna superano le capacità di adattamento e le risorse di una persona. Lo stress può essere inteso come un sovraccarico di stimoli: chi è stressato deve districarsi fra compiti diversi che gli richiedono competenze diverse e spesso in conflitto fra di loro, ma pur impegnandosi al massimo non riesce a far tutto.

Ad esempio una donna sposata con un bambino piccolo, un lavoro a tempo pieno lontano da casa e una casa da mandare avanti lotterà continuamente, in un gioco di equilibrio, per cercare di stare dietro a tutto, cercando di soddisfare contemporaneamente esigenze in contrasto fra loro. Potenzialmente tutti i cambiamenti, anche quelli positivi come sposarsi, iniziare a lavorare, fare un figlio, sono fonte di stress perché ci chiedono di rinunciare a qualcosa di noi stessi per far fronte a maggiori responsabilità. Ma in genere, in questi casi lo stress è solo temporaneo ed è compensato dalle soddisfazioni che si ricavano dalla nuova condizione.

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Ci sono, invece, una serie di situazioni che comportano uno stress ben più grande e che possono mettere alla prova il nostro equilibrio psicologico, come ad esempio: avere una malattia cronica grave, assistere un parente o un coniuge molto malato fisicamente o psicologicamente, morte di una persona cara, divorzio, essere licenziati, disoccupati di lunga data, subire mobbing, avere gravi problemi economici, subire abusi e violenze.

In base alla durata dell’evento stressante possiamo distinguere due categorie di stress: se lo stimolo si verifica una volta sola e ha una durata limitata si parla di ‘stress acuto’; se invece la fonte di stress permane nel tempo parliamo di ‘stress cronico’ che dura a lungo, investe diverse sfere di vita e costituisce un ostacolo al perseguimento degli obiettivi personali. Parliamo, infine, di ‘stress cronico intermittente’ per indicare un quadro di attivazione da stress che si presenta ad intervalli regolari, con una durata limitata e un buon livello di prevedibilità.

Per comprendere l’impatto che queste situazioni possono avere a livello fisico, potremo dire che, in generale, quando proviamo un intensa emozione nel nostro corpo avvengono una serie di reazioni biochimiche e che, in particolare, quando ci sentiamo sotto pressione, il nostro corpo reagisce come se dovesse fronteggiare un attacco: il metabolismo accelera, il battito cardiaco aumenta, la pressione sale, salgono i livelli di trigliceridi e di colesterolo nel sangue mentre diminuiscono gli ormoni sessuali.

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Se la situazione di stress diventa cronica a farne le spese è il nostro organismo e possiamo accusare una serie di disturbi dovuti alle modificazioni ormonali indotte dalla reazione di stress come:

  • stanchezza cronica,
  • caduta dei capelli,
  • irregolarità mestruali e blocco dell’ovulazione,
  • tachicardia,
  • senso di oppressione al petto,
  • difficoltà digestive,
  • intestino irritabile,
  • stipsi,
  • dolori muscolari, ecc.

Lo stress può avere, inoltre, un effetto negativo anche sul sistema immunitario e renderci più vulnerabili alle infezioni, alle malattie e allo sviluppo di patologie autoimmuni. Inoltre, accanto ai sintomi fisici, chi vive una situazione di stress presenta anche delle manifestazioni psicologiche: si sente spesso ansioso, nervoso, irritabile e di cattivo umore. Purtroppo, quando una persona è molto stressata spesso non ascolta le indicazioni di malessere che il proprio corpo continua ad inviargli, considerandoli senza importanza quando, in realtà, corpo e mente inviano dei segnali per invitare a fermarsi e a prestare maggiore importanza a quello che sta accadendo all’interno di se stessi.

La Psicologo può intervenire con efficacia e aiutare la persona a comprendere meglio il suo stato, supportarla nell’ampliare l’orizzonte della propria esistenza e permetterle una corretta analisi della situazione che può essere causata da condizioni interne, dove la persona può agire per modificarle, oppure da eventi esterni, che in alcuni casi possono essere eliminati mentre, in altri casi, si evidenzia la necessità di un percorso di accettazione della realtà che si sta vivendo nel momento attuale.