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Sessualità: quando chiedere aiuto a uno psicologo?

“Non so come parlare di sesso. Il mio ragazzo si rifiuta, lui vuole solo farlo e si infastidisce se gli dico che ho bisogno di alcuni preliminari. Non ho mai potuto parlare di sesso con mia madre, non ho mai avuto un ragazzo al liceo e quando ho cominciato ad uscire all’università, mio padre mi chiamava puttana!” (p. 641 – “La psicoterapia della Gestalt nella pratica clinica”)

La sessualità è un aspetto fondamentale e complesso del comportamento che riguarda da un lato gli atti finalizzati alla riproduzione e alla ricerca del piacere e, dall’ altro, anche gli aspetti antropologici che si sono evoluti in relazione alle caratteristiche diverse del genere maschile e femminile. L’ambito sessuale riguarda la crescita dell’individuo e coinvolge tutta la sua vita relazionale. La sessualità, infatti, è luogo di relazione e contatto, dove due corpi e due anime si incontrano, contemporaneamente ricevendo e dandosi l’una all’altra.

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Entrano in questo campo, i temi della fiducia, del contatto, del rapporto col proprio corpo, della capacità di lasciarsi andare, dell’essere “all’altezza”, della capacità di permettersi di prendere o dare ciò di cui si sente il bisogno. I disturbi sessuali di natura psicologica (l’invio ad uno specialista può aiutare ad escludere la presenza di cause organiche come ad es. carenze ormonali, assunzione di farmaci, specifiche patologie fisiche come diabete, ipertensione, ecc.. ) sono caratterizzati da dinamiche interne, vissuti personali o di relazione che vanno a interferire negativamente sulla possibilità che tale incontro si concluda in maniera gratificante e positiva.

Tra esse, possiamo citare: la presenza di “divieti interni” e sensi di colpa che impediscono di lasciarsi andare al piacere, la difficoltà a rilassarsi e abbandonarsi alle sensazioni corporee, la paura di fidarsi dell’altro, il timore del rifiuto e la paura dell’insuccesso (ansia da prestazione), problematiche individuali legate all’ansia, allo stress, al nervosismo, disturbi dell’umore che impediscono le normali dinamiche fisiche e psichiche del contatto sessuale, credenze e falsi miti che si frappongono come barriera a un contatto soddisfacente, fissazioni e schemi cognitivi fissi e disfunzionali.

La risposta sessuale si articola solitamente in quattro fasi (desiderio, eccitazione, orgasmo e risoluzione) e le disfunzioni psicosessuali possono derivare proprio da una difficoltà in una di queste quattro fasi che andiamo di seguito ad analizzare:

Fase del Desiderio: Caratterizzata da fantasie e desideri circa l’attività sessuale. Inizia mediante alcune stimolazioni fisiche (baci, carezze…) e psicologiche (pensiero e desiderio di baciare, accarezzare il partner…) che attivano il desiderio sessuale. Per passare alla fase dell’eccitazione il sistema neuropsicologico deve attribuire una connotazione erotica a tali pensieri, desideri e stimoli.

Sia nell’uomo che nella donna i disturbi della fase del desiderio sono:

Fase dell’Eccitazione: Caratterizzata dalle sensazioni di piacere sessuale e dal momento di massimo eccitamento psicofisico. In questa fase hanno luogo alcune modificazioni fisiologiche a livello genitale (come l’erezione del pene, la lubrificazione e la dilatazione della vagina) e vengono avvertite piacevoli sensazioni di calore, formicolio, ipersensibilità cutanea e leggerezza. Per passare alla fase dell’orgasmo è necessario che l’individuo attraversi un momento eccitatorio appagante, sia a livello psicologico che fisico (secondo la soggettività di ognuno). Nell’uomo il disturbo più comune della fase dell’eccitazione è:

Nella donna, invece, il disturbo più comune della fase dell’eccitazione è:

Fase dell’Orgasmo: Caratterizzata dal picco più alto di piacere sessuale (raggiungimento della massima soddisfazione psicofisiologica). Questa fase corrisponde nell’uomo all’eiaculazione, mentre nella donna alle contrazioni ritmiche delle pareti vaginali e del clitoride. In entrambi i partners, la pelle si arrossa, il battito cardiaco aumenta, il respiro diviene più frequente, i capezzoli e le dita di mani e piedi si irrigidiscono, il corpo viene attraversato da piacevoli e incontrollabili sussulti e la mente percorsa da pensieri, percezioni e sensazioni di benessere. Nell’uomo i disturbi più comune della fase dell’orgasmo sono:

Nella donna, invece, il disturbo più comune della fase dell’orgasmo è:

Fase della Risoluzione: Caratterizzata da una sensazione di rilassamento muscolare e di benessere psicofisico generale. Dopo quest’ultima fase segue un momento chiamato “periodo refrattario” (o “fase di recupero”) che varia da individuo a individuo a seconda di fattori soggettivi e situazionali.

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Esistono poi altri problemi sessuali denominati Disturbi da dolore sessuale, fra i quali ricordiamo:

  • Dispareunia: può colpire sia il sesso maschile che quello femminile, caratterizzata da dolore prima, durante o dopo un rapporto sessuale. Nel caso siano escluse cause fisiologiche (per es. flogosi, infiammazioni, candida), la dispareunia può dipendere da fattori psicologici personali (come il timore di incontrare l’Altro). Nell’uomo, anche se questo disturbo è raro, in genere, quando si presenta, può derivare da un malessere psicologico persistente e secondario a una condizione organica risolta già da tempo. Nelle donne, invece, la causa principale è uno stato ansioso che provoca alterazioni nella lubrificazione e nell’elevazione del tono muscolare vaginale. Il disturbo può anche essere conseguente a esperienze sessuali traumatiche, educazione familiare e/o religiosa rigida e sessuofobica (convinzioni che rendono difficoltoso il rapporto con il proprio corpo, con la propria sessualità e con il sesso in generale), informazioni sessuali inadeguate, atteggiamenti di ipercontrollo, incapacità di rilassarsi ecc..
  • Vaginismo: colpisce il sesso femminile, caratterizzato dalla contrazione involontaria della muscolatura vaginale che impedisce la normale penetrazione rendendo il rapporto sessuale difficoltoso, doloroso e/o impossibile. Oltre allo spasmo dei muscoli dell’accesso vaginale, le pazienti affette da vaginismo manifestano solitamente anche fobia del coito e della penetrazione vaginale. Il vaginismo non di rado, infatti, diventa una vera e propria reazione condizionata, risultante dall’associazione di dolore e paura, o di qualsiasi altra contingenza negativa, ai tentativi di penetrazione vaginale o anche alla sola fantasia di penetrazione.

Nel lavorare con le difficoltà sessuali relazionali è necessario per lo psicologo esaminare a fondo il problema presentato e la storia dei disturbi con una attenzione particolare alla storia sessuale dei pazienti. Anche il contesto in cui le difficoltà emergono è molto significativo, dal momento che gli esseri umani rispondono in maniera diversa ai partner e alle situazioni. Un altro punto importante è collocare le problematiche di questo tipo nella sfera globale di vita delle persone, esplorando i legami affettivi della prima infanzia, le esperienze di sviluppo così come i modelli transgenerazionali di genere nella famiglia, la cultura e lo sfondo religioso.

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Lo psicologo può, così, aiutare l’uomo, la donna e la coppia ad acquisire maggiore consapevolezza circa il modo di comunicare, le modalità di entrare in contatto o di interrompere il contatto di quella specifica persona o coppia e i vissuti corporeo-relazionali (desideri, bisogni…) che sono alla base dei comportamenti mirando a favorire il recupero della vitalità e spontaneità della vita intima di coppia. Il percorso psicologico deve avere, pertanto, come obiettivo lo svelamento e l’elaborazione delle cause, spesso “antiche”, che stanno alla base delle difficoltà sessuali, così da permettere all’individuo o alla coppia di mettere in campo le proprie risorse per ripristinare l’equilibrio psicofisico e fare una esperienza gratificante e soddisfacente della sessualità.

Abbassare il livello di sofferenza, avere corrette informazioni circa la sessualità che scardinino credenze e falsi miti, lavorare sui blocchi psicologici, sui sensi di colpa, sulla paura di lasciarsi andare e sui pensieri disfunzionali, sul senso di Sè e sull’autostima, sulla necessità di affrontare eventuali conflitti e tensioni all’interno della coppia, permette al soggetto di riappropriarsi del diritto al piacere, alla fiducia e all’intimità e della dimensione sessuale come appagante esperienza di fusione con l’Altro da Sè.