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Dipendenze: quando chiedere aiuto a uno psicologo?

Man mano che il vizio prende piede, le altre cose alle quali si interessava l’intossicato si svuotano d’ogni importanza. La vita si riduce alla droga; una dose, e già si guarda con ansia a quella successiva, ai “nascondigli” e alle “ricette”, agli “aghi” e alle “pompette contagocce”.
William Burroughs

Nella vita di ogni persona esiste la dipendenza; saper dipendere in maniera sana dagli altri e appoggiarsi senza perdere la propria individualità, è una conquista molto importante. A seconda delle varie fasi dello sviluppo, dipendenza e indipendenza sono due aspetti del nostro rapportarsi all’altro e, per questo, occorre saperli dosare in maniera tale che riescano ad arricchire la nostra esistenza. Fin dall’inizio, la nostra vita è connotata dalla dipendenza da persone, relazioni, oggetti, comportamenti, tutti mezzi per soddisfare bisogni, desideri e raggiungere obiettivi, ognuno dei quali non è connotato negativamente.

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Il problema sorge quando uno qualsiasi di questi comportamenti, di queste dipendenze “sane”, inizia ad invalidare la persona, la sua vita, le sue relazioni. Quando si parla di dipendenza il pensiero corre immediatamente a quella da sostanze ma vi sono anche comportamenti considerati normali che, se esasperati ed enfatizzati, possono divenire problematici. In tempi recenti è cresciuta l’attenzione sulle forme di dipendenza non da sostanze, delle quali alcune, come il sesso, l’acquisto compulsivo e la dipendenza da lavoro, erano presenti anche in passato e sono soltanto aumentate nel tempo, mentre altre sono esplose via via che aumentavano esponenzialmente le opportunità offerte dalla tecnologia della comunicazione, come ad esempio la dipendenza da internet (chat e cyber-sesso), dal cellulare, dal gioco d’azzardo ecc.

Per Dipendenza intendiamo ogni tipo di comportamento ricorrente volto alla ricerca esagerata del piacere, utilizzando sostanze e mezzi che portano alla patologia. La persona dipendente perde ogni tipo di controllo ed è schiavo della propria abitudine nociva e la dipendenza può essere sia fisica (alterato stato biologico) che psichica (alterati comportamenti e vissuti psicologici). I nuovi criteri diagnostici per la dipendenza sono:

  1. Ossessività (pensieri e immagini intrusive riguardanti la dipendenza dalla sostanza od oggetto);
  2. Impulsività (irrequietezza, ansia, agitazione quando si è impediti a mettere in atto il comportamento dipendente);
  3. Compulsività(comportamenti ripetitivi che la persona sente di dover attuare obbligatoriamente, penna un’ansia trasbordante).

Come accennato esistono varie dipendenze: da cibo (bulimia, obesità, binge eating); da sostanze stupefacenti (droga, alcol, tabacco); da sesso (masturbazione compulsiva, dipendenza sessuale); da lavoro (work-a-holic); da gioco (gioco d’azzardo patologico); da shopping (shopping compulsivo); da internet (dipendenza da internet e videogame). La terapia efficace per queste forme di dipendenza prevede necessariamente un approccio multidisciplinare, dove si prevedono interventi a livello biologico, con terapia farmacologica, e a livello psicologico, con percorsi individuali, di coppia e familiari.

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Per fronteggiare le dipendenze è necessario un approccio mirato al miglioramento della qualità della vita, che si basa sul qui e ora, sul passaggio dal sostegno all’autosostegno, sull’aiutare una persona ad andare nella vita sulle sue gambe assumendosi la responsabilità delle proprie scelte. I tossicodipendenti sono dotati di grande creatività nel inventarsi modi per trovare soldi, sostanze, scuse per giustificare il loro comportamento: se la creatività usata a scopo distruttivo può essere incanalata in qualcosa di costruttivo, allora possono trovare modi creativi e fantasiosi di stare al mondo. “Si può inventare solo stando dentro alle proprie specifiche esperienze, emozioni, vissuti”: è questo il modo di lavorare con persone che hanno dipendenze in quanto, con chi tende a dipendere e a delegare, è ancora più necessario creare e prendere consapevolezza dei propri meccanismi distruttivi per poter poi scegliere diversamente per la propria vita, assumendosene la responsabilità. In più, soprattutto con i tossicodipendenti, è di basilare importanza lavorare nel qui e ora, guardando cosa fare “adesso” del proprio passato, all’interno di un contesto dove vige la sospensione del giudizio e che esprima benevolenza e amore.

Di seguito, una breve guida sulla terminologia, vi guiderà nel comprensione di questo vasto mondo delle dipendenze.

Dipendenza affettiva (Love Addiction) o relazionale e Co-dipendenza

Dipendenza affettiva: si tratta di una dipendenza nella quale si ha un amore ossessivo che crea una relazione stagnante nella quale non c’è possibilità di cambiamento ed è presente una ricerca continua di sicurezza nel comportamento e nelle parole del partner. La paura principale della persona che dipende affettivamente è la separazione, la solitudine e la distanza. In genere, il bisogno di conferme e di continue rassicurazioni, blocca l’evoluzione della coppia e instaura un circolo vizioso di ricerca ossessiva di conferme, rapporto di sottomissione e continue delusioni. La vicinanza con l’altro è idealizzata e il partner è considerato perfetto. La fine di una relazione coincide spesso con l’inizio di un’altra.

Co-dipendenza: si tratta di una relazione disfunzionale nella quale una persona accudisce l’altra che in genere ha problemi con sostanze o alcol; questo tipo di dipendenza si osserva anche negli adolescenti fortemente attratti da partner problematici che tentano di “salvare”.

Mentre nella prima, entrambi i partner sono coinvolti e dipendenti (relazione complementare), nel senso che l’interazione rinforza le loro modalità relazionali, nella co-dipedenza c’è una netta differenza tra i partner, la relazione è asimmetrica in quanto è il co-dipendente che vi rimane imprigionato.

Dipendenza da sesso (Sex Addiction)

Colpisce prevalentemente gli uomini e rappresenta una relazione distorta con il sesso, attraverso la quale la persona tenta di alleviare lo stress fuggendo da relazioni intime e da sentimenti dolorosi che non riesce a gestire. La relazione con il sesso è di tipo ossessivo e si esprime in vari comportamenti (andare con prostitute o con persone anonime, esibirsi, cercare materiale pornografico, utilizzare servizi erotici telefonici).

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Dipendenze tecnologiche

Si tratta di un’eccessiva interazione con la macchina che può essere passiva o attiva; riguarda la TV, il computer, Internet, videogiochi, cellulare, linee telefoniche erotiche. Secondo alcuni studiosi, le dipendenze tecnologiche presentano alcuni aspetti simili a quelli di altre dipendenze, come la dominanza sulle attività di pensiero e sentimenti, alterazioni del tono dell’umore, tolleranza, sintomi di astinenza, conflitto con chi è vicino, ricadute. All’adolescente, Internet, giochi virtuali, ecc. consentono di crearsi una maschera che rappresenta l’interfaccia tra sé e gli altri; questo potrebbe essere anche positivo in quanto potrebbe aiutarlo nella definizione della propria personalità, a patto che il mondo virtuale non prevarichi quello reale. Internet facilita il contatto senza esporsi, consente senso di appartenenza e riconoscimento sociale, autorealizzazione.

Gioco d’azzardo patologico (GAP)

Descritto da Kraepelin nel 1883, è stato riconosciuto come categoria diagnostica nel 1987 in quanto comportamento appartenente alla categoria dei disturbi del controllo degli impulsi. Vi sono tre tipologie di giocatore: non problematici, problematici, compulsivi e il gioco patologico può compromettere la vita del giocatore a causa del deterioramento dei rapporti affettivi, familiari e lavorativi. Caratteristiche del giocatore possono essere l’esibizione di comportamenti aggressivi, tendenza a compiere atti delinquenziali, isolamento sociale, basso livello di autostima, ricerca di sensazioni forti (sensation seeker: ricerca del rischio per avere sensazioni nuove e sconfiggere la noia, impulsività).

Shopping compulsivo

S’intende il bisogno compulsivo di comprare oggetti, anche di poco valore o inutile, pur di scaricare una tensione impossibile da sopportare. Comprare dà un senso di “riempimento” che dura molto poco, quindi ritorna quasi subito il senso di vuoto, accompagnato da sensi di colpa e perdita della propria capacità di controllo. Da diversi studi emerge che la persona in questione è spesso depressa, ansiosa, con scarsa autostima, senso di colpa, incapacità a reggere la frustrazione.

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Dipendenza da esercizio fisico

Propensione compulsiva a intraprendere attività fisica nonostante il atto che, danni fisici o malattie o altro, suggeriscano di non praticarla. Come in altre dipendenze si manifestano sintomi come la tolleranza, l’astinenza, la perdita di controllo, il conflitto con altre attività e la grande quantità di tempo spesa nell’attività fisica. Si tratta di una dipendenza ancora da osservare, anche perché potrebbe essere di tipo secondario, cioè congiunto, ad esempio, ad un disturbo alimentare, quindi al controllo del corpo.

Alcool

“L’alcolismo è una sindrome patologica determinata dall’assunzione acuta o cronica di grandi quantità di alcol”. L’abuso e la dipendenza da alcol rappresentano gravi problemi di salute pubblica con ricadute negative nel settore professionale e familiare. Il disturbo si manifesta con una dipendenza dalla sostanza chimica (alcol) e i soggetti che ne sono affetti, sviluppano un forte desiderio nell’assunzione della sostanza perché essa induce sensazioni piacevoli e allevia lo stress e l’ansia. A lungo andare avviene la tolleranza nei confronti degli effetti dell’alcol e vi sarà, pertanto, sempre più bisogno di assumere maggiori quantità di alcol per raggiungere l’intossicazione. Capire qual’è l’utilità secondaria dell’assunzione dell’alcol (reazione ad insuccessi, vergogna a rifiutare l’invito di bere in compagnia, senso di solitudine ecc.) permette di inquadrare il paziente e poter elaborare un percorso più consono alla sua cura. Chi sviluppa una dipendenza da alcol sente il bisogno di bere ed è proprio questa compulsione, piuttosto che la mancanza di volontà, la chiave dell’alcolismo. Chi ha un problema con l’alcol spesso non si rende conto di bere troppo o di avere un problema di alcolismo, poichè mette in atto un meccanismo grazie al quale ci si convince di non essere alcolisti. La famiglia, pertanto, ha un ruolo importante per persuadere il paziente a intraprendere una terapia che contempli sia la disintossicazione dall’alcol che la gestione del piacere dell’assunzione, il rafforzamento dell’autostima e la capacità di autoefficacia nei riguardi dei vari problemi personali e relazionali.

Sostanze stupefacenti

La Dipendenza da Sostanze stupefacenti è una modalità patologica di abuso di sostanze come marijuana, cocaina, eroina, crack, anfetamine, ecstasy, ketamina, speed; che conduce a menomazione sociale e lavorativa e ha gravi ripercussioni sulla salute fisica e mentale del soggetto. Come per la Dipendenza da Alcol o la Dipendenza da Internet, anche la Dipendenza da Sostanze segue tre fasi distinte:

  1. Tolleranza: ovvero il bisogno di dosi notevolmente più elevate della sostanza per raggiungere l’intossicazione o l’effetto desiderato;
  2. Astinenza: la stessa sostanza (o una strettamente correlata) è assunta per attenuare o evitare i sintomi di astinenza che si presentano come tremori, nausea, ipersudorazione, agitazione psicomotoria, allucinazioni, iperattività del sistema nervoso autonomo, ansia. Vi è un desiderio persistente di usare la sostanza e tentativi inutili di ridurre o controllare l’uso della sostanza.
  3. Craving o uso compulsivo: una grande quantità di tempo viene spesa in attività necessarie a procurarsi la sostanza, ad assumerla o a riprendersi dai suoi effetti. In questa fase, avviene l’interruzione o la riduzione di importanti attività sociali, lavorative o ricreative a causa dell’abuso della sostanza.

Vi sono inoltre tre aspetti strettamente psicologici collegati all’abuso di sostanze.

  1. Ossessività: la persona è assorbita da pensieri e immagini continui riguardanti la dipendenza o le ideazioni relative alla dipendenza (per es. è assorbito nel rivivere esperienze di dipendenza passate o nel fantasticare o programmare le esperienze di dipendenza future). Questi pensieri e le immagini prodotte dalla mente sono intrusivi, provocano tensione ed eccitazione inappropriate e causano ansia o disagio marcati.
  2. Impulsività: il soggetto prova irrequietezza, ansia, aggressività, irritabilità o agitazione quando non è possibile utilizzare la sostanza;
  3. Compulsività: comportamenti di consumo ripetitivi che la persona si sente obbligata a mettere in atto, anche contro la sua stessa volontà, nonostante le possibili conseguenze negative. Questi comportamenti o le azioni di dipendenza coatti sono volti a evitare o prevenire stati di disagio o per alleviare un umore molto instabile (per es. sentimenti di impotenza, irritabilità, inadeguatezza).

I pensieri e i comportamenti di dipendenza ricorrenti e compulsivi impegnano, inoltre, il soggetto per la maggior parte del tempo, interferiscono significativamente con le sue normali abitudini, con il funzionamento lavorativo (o scolastico) e nelle relazioni sociali. Tutte le sostanze stupefacenti causano comunque gravi conseguenze sulla salute mentale: ansia, depressione, schizofrenia, apatia, paranoia, disturbi bipolari e della personalità mentre, dal punto di vista fisico, gli effetti delle droghe sono: danni al sistema nervoso centrale, convulsioni, danni irreversibili alla memoria, infertilità, impotenza, malattie cardiovascolari, insufficienza renale, lesioni polmonari, lacerazioni epiteliali e venose, infezioni come HIV, overdose e talvolta morte. Tra le sostanze stupefacenti è inclusa anche la Nicotina, che, se pur di uso abituale tra la popolazione, ha seri effetti collaterali sul sistema cardio-circolatorio e respiratorio della persona. La Nicotina crea dipendenza psicologica e, nel caso di sospensione del fumo abituale, può creare sintomi di astinenza.