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Depressione: quando chiedere aiuto a uno psicologo?

Forse tu non conosci la depressione. È la grande sofferenza, la fatica di vivere ogni giorno, avere sensi di colpa, rimpianti e angosce che risalgono a tempi lontani …. La vita perde il suo colore, si è incapaci di provare piacere e gioia per qualsiasi evento. Il tempo sembra essersi fermato. Si guardano le persone care con la sensazione di non provare nessuna emozione: il calore dei sentimenti non riesce a passare la cortina di gelo che ci isola. Quando siamo in questo stato perdiamo gli amici e anche l’amore perché non siamo in grado di donare più nulla di buono. Non si ha il senso del futuro, tutto è legato al presente carico di noia e interminabile.
Romano Battaglia

Perdita di energie, ansia, tendenza a dormire di più, ritiro sociale, perdita di interessi, diminuzione dell’appetito, mancanza di speranze, variazioni di peso, difficoltà di concentrazione… Nel linguaggio comune la parola “Depressione”, utilizzata in psichiatria per la prima volta verso la fine dell’800, è entrata ormai a far parte, a volte impropriamente, dei nostri dialoghi dove indichiamo spesso il sentirci po’ tristi per qualcosa, magari una brutta giornata sul lavoro, una discussione con qualcuno ecc. La tristezza è un’emozione umana ed è assolutamente normale attraversare dei momenti di sconforto in relazione agli eventi della vita ma, il termine Depressione, indica una sindrome altamente invalidante, caratterizzata da sintomi psico-fisici specifici che, proseguendo nel tempo, determinano conseguenze e limitazioni nella vita sia personale che sociale di chi ne soffre.

depressione-psicologo-Cagliari e lecco

La parola “depressione” è composta dal prefisso “de” e dalla parola “pressione”: in pratica, quando siamo depressi è come se ci mancasse la sufficiente pressione, ovvero la sufficiente energia per fare le cose che vogliamo. La caratteristica principale è l’umore caratterizzato da profonda tristezza, ansia, melanconia, sofferenza morale e disperazione, che si presenta per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno. Il tono dell’umore è, infatti, fissato talmente in basso al punto che risulta difficilmente influenzabile dalle situazioni esterne, anche dalle più positive e favorevoli: chi soffre di depressione guarda a se stesso e al mondo con una visione costantemente negativa oltre a perdere ogni interesse verso la vita e a trascurare se stessi e gli altri.

Tra i sintomi fisici più comuni vi sono:

  • un significativo calo (afagia) o aumento (iperfagia) di peso;
  • perdita della capacità di riposare correttamente (insonnia) o volontà di dormire continuamente (ipersonnia);
  • perdita del desiderio sessuale;
  • cefalee frequenti;
  • senso di affaticabilità e/o mancanza di energia;
  • calo delle prestazioni scolastiche o lavorative.

Come possiamo riconoscerla esattamente? Secondo il DMS V si può fare una diagnosi di depressione quando sono presenti contemporaneamente, da almeno due settimane, cinque (o più) dei seguenti sintomi:

  • umore depresso per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno, come riportato dal soggetto(per es. si sente triste o vuoto) o come osservato dagli altri (per es. appare lamentoso);
  • marcata diminuzione di interesse o piacere per tutte, o quasi tutte, le attività per la maggior parte del giorno,quasi ogni giorno;
  • significativa perdita di peso, senza essere a dieta, o aumento di peso (per es., un cambiamento superiore al 5% del peso corporeo in un mese), oppure diminuzione o aumento dell’appetito quasi ogni giorno;
  • insonnia o ipersonnia quasi ogni giorno;
  • agitazione o rallentamento psicomotorio quasi ogni giorno (osservabile dagli altri, non sentimenti soggettivi di essere irrequieto o rallentato);
  • affaticabilità o mancanza d’energia quasi ogni giorno;
  • sentimenti di auto svalutazione o di colpa eccessivi o inappropriati (che possono essere deliranti), quasi ogni giorno (non semplicemente autoaccusa o sentimenti di colpa per essere ammalato);
  • ridotta capacità di pensare, di concentrarsi o indecisione, quasi ogni giorno (come impressione soggettiva o osservata dagli altri);
  • pensieri ricorrenti di morte (non solo paura di morire), ricorrente ideazione suicidiaria senza un piano specifico, o un tentativo di suicidio, o l’ideazione di un piano specifico per commettere;
  • suicidio.

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sensi di colpa per non riuscire ad essere come si vorrebbe sono, quindi, un campanello d’allarme, uniti quasi sempre a forti sentimenti di autosvalutazione (tendenza a “buttarsi giù”), e a grandi sofferenze morali, pessimismo e aspettative negative nei confronti del futuro, degli altri e della vita. Nei casi più gravi la depressione si accompagna ad un rallentamento psicomotorio (rallentano persino i pensieri) e a pensieri suicidari.

A fronte di quanto finora indicato, comprendiamo bene che la depressione, proprio per il vissuto che genera all’interno di chi ne soffre, va riconosciuta e affrontata grazie all’aiuto di uno specialista psicologo che, in base alla gravità e alla durata dei sintomi, potrebbe anche richiedere il consulto con un collega psichiatra per la valutazione di una terapia farmacologica. L’aiuto per superare la Depressione deve, pertanto, essere mirato e capace di rompere lo schema rigido del comportamento di rinuncia e deve saper cogliere i bisogni sottesi a tale modalità disfunzionale.

La depressione può essere affrontata e l’esperienza clinica insegna che chi soffre di depressione porta “in figura” il dolore dell’assenza dell’altro. Chi è depresso si fa carico individualmente di un fardello che lo supera sempre, di un dolore del mondo che gli è stato trasferito nelle relazioni che ha incontrato. Ogni piccola trasformazione che si potrà compiere di questa sofferenza in consapevolezza, risorsa o amore, cura la sofferenza alla quale si era destinati. La relazione terapeutica interrompe la catena del trasferimento della sofferenza attraverso le relazioni e compie un atto altamente trasformativo. Per questo, il percorso che si propone in questo tipo di situazioni prevede:

  • un lavoro a due, paziente e psicologo attraverso un ciclo di sedute con cadenza settimanale;
  • un percorso che, attraverso l’uso del colloquio, dell’ascolto e della presa di consapevolezza dei propri bisogni, aiuta la persona a comprendere il disagio e a superarlo

con l’obiettivo di aiutare la persona a trovare nuove rappresentazioni di sé, nuove modalità di entrare in contatto con il mondo esterno e nuove possibilità costruttive di risolvere conflitti. Ciò che è importante tenere a mente è che la depressione è una condizione psicologica molto comune di cui non ci si deve vergognare, che non solo può essere curata ma da cui si può guarire ma è molto difficile riuscirci da soli.