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Ansia? Quando chiedere aiuto a uno psicologo

“L’ansia è sempre un vuoto che si genera tra il modo in cui le cose sono e il modo in cui pensiamo che dovrebbero essere; è qualcosa che si colloca tra il reale e l’irreale.”
(Charlotte Joko Beck)

L’ansia è un “disturbo” estremamente diffuso, probabilmente quello maggiormente presente nella nostra epoca e, per questo, sempre più persone ricorrono allo Psicologo per cercare di risolverla e superarla. Si tratta di una condizione psichica talmente complessa e ampia costituita da una combinazione di vissuti emotivi, sensazioni fisiche, percezioni cognitive, pensieri disfunzionali e reazioni comportamentali.

Ansia – Smug

Ma…l’ansia è anche un’emozione positiva, normalmente ha il ruolo di richiamare l’attenzione, di mettere in guarda da certe situazioni di pericolo e di orientare verso azioni necessarie per la sopravvivenza. E’ presente nell’uomo come campanello d’allarme in un ambiente carico di minacce anche se, come abbiamo visto, può assumere le vesti di una condizione psicologica difficile, inspiegabile e paralizzante. Chi, almeno una volta nella vita, non si è sentito particolarmente ansioso e agitato, per esempio prima di un esame importante, di un incontro o a causa di una situazione economica difficile? Chiamiamo questo stato “naturale” con il nome di “ansia fisiologica”. Per alcune persone, invece, l’ansia diventa talmente smisurata e frequente che ci si sente schiacciati e in preda alle proprie angosce e a questa condizione diamo il nome di “ansia patologica”.

Ma… che cos’è l’ansia, questa amica-nemica che molto spesso ci fa sentire impotenti verso noi stessi?

L’ansia è un eccitamento fisiologico dell’organismo, più leggero della paura, ma più costante. Provare ansia significa sentirsi continuamente all’erta, ingigantire il valore dei fatti, vivere le situazioni con una intensità emotiva assillante e discordante con la realtà ed essere troppo vulnerabili per rispondere in modo opportuno agli stimoli e alle pressioni ambientali. L’insorgenza di stati d’ansia implica, pertanto, un processo che include stimoli esterni (situazioni stressanti) e/o stimoli interni (pensieri, ricordi, emozioni o conflitti) che vengono interpretati dal nostro livello cognitivo come minacciosi anche in assenza di un reale pericolo. Una volta che lo stato d’ansia è insorto, intensità e persistenza dipendono da una serie di fattori come, ad esempio:

    1. predisposizione individuale all’ansia;
    1. esperienze precedenti nel confrontarsi con stimoli dello stesso genere e dalla stessa intensità;
  1. durata degli stimoli interni ed esterni.

ansia: farsi aiutare da uno psicologo a Cagliari e leccoI sintomi corporei che possono insorgere in alcuni stati d’ansia possono comprendere:

    1. Sintomi cardiovascolari: tachicardia, palpitazioni, extrasistolia, aritmia, dolore o fastidio al petto, ipertensione o cali di pressione, svenimento;
    1. Sintomi respiratori: dispnea, sensazione di soffocamento, fame d’aria, sensazione di nodo alla gola, asma;
    1. Sintomi gastrointestinali: nausea, gastrite, reflusso gastroesofageo, diarrea, sindrome del colon irritabile;
    1. Sintomi neuromuscolari: sensazione di sbandamento (gambe traballanti), tremore, rigidità, parestesie (sensazione di torpore e formicolio), contratture, tensione muscolare, debolezza e affaticabilità;
    1. Sintomi neurologici: vertigini, sensazione di “testa vuota” o leggera, sensazione di sbandamento, tremore e vampate di calore;
    1. Sintomi dermatologici: orticaria, rossore o pallore del volto, iperidrosi (eccessiva sudorazione), psoriasi;
  1. Sintomi urinari: impulso improvviso ad urinare, aumento della frequenza dell’orinazione.

Possiamo affermare che la persona che soffre d’ansia è orientata al futuro che percepisce come catastrofico.

Il lavoro dello psicologo con la persona consisterà nel riconoscere che quel sintomo è l’unico modo in cui l’individuo è riuscito a rispondere a quello che stava succedendo nella sua vita e, pertanto, un importante strumento utilizzato nel trattamento dell’ansia potrà essere la focalizzazione nel presente che permette l’emergere di sensazioni, sentimenti e idee evitando, così, la “rassicurante” fuga dell’ansioso e interrompendo le proiezioni nel futuro.

Sono 5 le domande fondamentali che guideranno il percorso che faremo insieme e grazie alle quali si arriverà a distinguere consapevolmente se stessi dal mondo esterno, differenziando quando si sta facendo esperienza di sé, quando si sta percependo il mondo circostante e quando si sta usando l’intelletto: Cosa fa? Cosa sente? Cosa vuole? Cosa evita? e Cosa si aspetta?

L’obiettivo del percorso psicologico è facilitare il recupero del sentire le proprie emozioni e la possibilità di entrare in contatto con la realtà nel tentativo di intervenire ed agire su essa, eliminando gli stati d’ansia che non ci permettono di vivere serenamente ogni nostro contesto di vita privata, lavorativa e sociale.